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Castello GaviGavi e la Fortezza di Gavi
Gavi, terra di confine tra la Liguria e la pianura Padana, è dominato dall'imponente Forte, costruito inglobando il castello sulla roccia: in esso, la leggenda vuole che trovasse rifugio dai suoi persecutori la principessa Gavia.


Nel corso della sua storia è passata attraverso molte dominazioni, ma è riuscita a conservare nel tempo, l’autenticità del suo patrimonio di tradizioni: dialetto, costumi, arte culinaria. In posizione strategica sulla strada salaria, granaria, vinaria e pedaggera. Tra i monumenti la chiesa di San Giacomo Maggiore Parrocchiale e è in stile romanico, il Santuario di Nostra Signora della Guardia, su un altura che domina la zona.


Tassarolo e castello di Tassarolo
Tassarolo, paese situato sulle colline del Gavi immerso nel verde. La salita della strada vecchia per Tassarolo ci conduce in prossimità della secolare rovere verde, un superbo esemplare di quercia sempreverde che vanta la rispettabile età di circa 400 anni. Si nota imponente il Castello dei Marchesi Spinola con il suo seicentesco loggiato e la costruzione sottostante della “zecca” dove, nel XVI secolo, venivano coniate le monete del Feudo Spinola.


Duomo di Acqui TermeAqui Terme
Il primo appuntamento per chi arriva nella città è la visita in Piazza della Bollente, sul lato del centralissimo corso Italia. Qui al centro della piazza un'edicola marmorea realizzata nel 1879 dall'architetto Giovanni Cerutti sgorga l'acqua bollette e curativa: 560 litri al minuto primo a 74,5 C° di un'acqua sulfureo-salso-bromo-iodica. Una leggenda narra che i bambini appena nati fossero portati alla fonte per esservi immersi per un attimo: se ne uscivano vivi, meritavano l'appellativo di "sgaientò", ossia scottati.

La Torre Civica che affacciata su piazza della Bollente frutto nel 1763 di una sopraelevazione di un piano di una porta dell'antica cinta muraria d'età comunale (sec. XII-XIII), è dotata di campana e altri congegni e funse da orologio civico cittadino a partire dalla fine del settecento. Attorno alla medesima piazza anticamente sorgeva il ghetto ebraico.

Il castello dei Paleologi è citato per la prima volta 1056; venne ricostruito nel XV secolo dal marchese di Monferrato Guglielmo VII Paleologo. Oggi parte del castello ospita il Museo Archeologico comunale che custodisce numerosi reperti, soprattutto di epoca romana rinvenuti nei dintorni della città.

I resti dell'acquedotto romano, costituito da 15 pilastri e 5 archi, sono visibili dal ponte Carlo Alberto sul fiume Bormida. La struttura, uno dei simboli della città, risale ad epoca imperiale; la conduttura era originariamente lunga 13 km e attingeva l'acqua dal torrente Erro, nei pressi di Cartosio attraversando anche il territorio di Melazzo. Si tratta di una delle strutture di questo genere meglio conservate dell'Italia Settentrionale. Altre importanti testimonianze del periodo romano si trovano in città, ad esempio i resti della piscina del calidarium di un impianto termale.

Sorgenti termali si trovano nel quartiere Bagni, sulla sponda destra della Bormida. Qui, alla fine del Quattrocento, venne eretto uno stabilimento termale chiamato Antiche Terme, distrutte nel XVII secolo da una frana. L'attuale edificio, ricostruito nel 1687, fu ampliato nel XIX secolo con l'aggiunta di padiglioni e di un intero piano. Nei pressi si trova lo stabilimento termale Regina ed una vastissima piscina natatoria costruita nel 1927.

L'altro stabilimento termale risale agli ultimi decenni del secolo XIX ed è denominato Nuove Terme; è collocato ai margini del centro storico.


OvadaOvada
Il centro storico della città mantiene la tipica struttura ligure con stretti carrugi e case dipinte.

L'antica chiesa di Santa Maria delle Grazie, la cui facciata risale al XVIII secolo, è un edificio cristiano dalle origini remote, probabilmente un battistero, come ne farebbe supporre la forma circolare. Di fronte sorge il palazzo Spinola (seconda metà del XVII secolo).

La casa natale di San Paolo della Croce fu dichiarata monumento nazionale nel 1918.

La chiesa della Confraternita della SS. Annunziata (XIV secolo) contiene tele di Luca Cambiaso, del Brea e dello Schiena, nonché un gruppo ligneo della Madonna del Carmine e uno dell'Annunciazione opera del Maragliano.

L'antica parrocchiale possiede un'abside romanica con successivi ampliamenti; ad essa è collegata la torre civica del 1300. Dopo il trasferimento della parrocchia, due navate furono trasformate nella Loggia di S. Sebastiano, mentre la terza navata fu utilizzata per accedere all'Oratorio di San Giovanni Battista e della SS. Trinità.
L'oratorio contiene al suo interno affreschi del Canepa da Voltri e il gruppo ligneo della Decollazione di S. Giovanni Battista, ancora del Maragliano.
La facciata della chiesa di Nostra Signora Assunta.

La chiesa dell'Assunta, seicentesca, domina l'intera città con i due alti campanili e la cupola. Al suo interno si può ammirare l'altare maggiore in marmo, realizzato su disegno dell'Antonelli, e il grande organo.

Fuori del centro storico sorgono il bel parco di Villa Gabrieli, il Castello di Lercaro e l'ex Ospedale Civile, costruito su progetto dell'Antonelli. Di rilievo è anche il castello di Grillano: frutto dell'accorpamento di diverse strutture originarie del XVIII secolo, è stato massicciamente ristrutturato a fine Ottocento.

 

 

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